Operae 2014: si chiude il quinto festival del design indipendente

operae 2014 sedute

Ieri si è conclusa a Torino la quinta edizione di Operae, festival dedicato al design indipendente. Quest’anno è stato allestito lo spazio di Torino Esposizioni. Ampi spazi e immagine coordinata forte. Si è affermata in poco tempo e negli ultimi due anni è cresciuta molto. Vi siete persi (qualora non foste passati) un’interessante mostra-mercato dove acquistare/ammirare oggetti particolari, unici, edizioni limitate handmade.

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Non sono mancati ospiti internazionali come Jan Boelen, direttore del dipartimento di Social Design alla Design Academy di Eindhoven che ha tenuto una lectio magistralis sulla pratica quotidiana del design come strumento di cambiamento sociale. Molto lo spazio dedicato alle nuove tecnologie, con stampanti 3D in grado di produrre oramai ogni genere di forma; tanto legno, tessuto e materiali di riciclo. Questo è il futuro del design.

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Accanto alle aree di prodotto, per la prima volta Operae accoglie anche una sezione dedicata alla micro editoria indipendente per far conoscere realtà che racchiudono graphic design, illustrazione, fotografia e fumetto.

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In ogni caso, grande successo di pubblico quest’anno Operae ha registrato oltre 20mila visitatori nei due giorni e mezzo di apertura. Un aumento del 15% rispetto all’anno precedente, il Festival è in crescita costante ed attira visitatori eterogenei dai bambini, alle coppie curiose di scoprire elementi particolari per arredare casa, e naturalmente gli addetti ai lavori.

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Numerosi gli espositori stranieri: Germania, Regno Unito, Giappone, Francia e Cina. Un esempio è lo studio MicroMacro fondato a Pechino nel 2011, rivisita l’arredamento cinese in chiave contemporanea. Sakura Adachi e John Bennett di More Than One, invece, uniscono le rispettive tradizioni giapponese e inglese per progetti multifunzionali.

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Quest’anno meno affluenza di designer emergenti ma ottima organizzazione, workshop e conferenze di alto livello. Sta certamente crescendo pian piano, sicuramente la crisi si fa sentire, anno dopo anno però un piccolo passo avanti e mi auguro per il prossimo anno di vedere uno stuolo di giovani promettenti con idee dirompenti.

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Potete trovare tutte le foto dell’evento sulla pagina Facebook di Finetodesign.

 

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