Small is the new big: Manuela risponde alle domande di Mediastars

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Piccolo è il nuovo grande. Come interpretare questa nuova valenza messa in risalto da Seth Godin, scrittore di successo e guru del marketing?

Finalmente ci siamo! Siamo arrivati al nocciolo della questione. Servono figure capaci, flessibili, professionali e innovative. Finora si è sempre solo parlato molto e mai dato davvero una possibilità ai giovani scalpitanti creativi di esprimersi, cervelli liberi privi di sovrastrutture. Credo che questa sia la conditio sine qua non.
Le nuove tecnologie hanno trasmutato la comunicazione e offerto possibilità di emergere anche ai piccoli. Osare è indispensabile, gli utenti sono bombardati da ogni media. Parliamo di un eccesso di comunicazione che anestetizza gli utenti e li rende impermeabili a qualunque messaggio inviato in ottica push.
Shock is the new way! I piccoli osano, rischiano e vincono nel mondo digitale nel quale siamo immersi. Brodo primordiale per la futura era interattiva.

La riduzione dei budget può portare all’ottimizzazione della strategia di comunicazione delle grandi aziende?

L’arte di arrangiarsi con poco è una potente leva per stimolare la creatività. Con grandi budget è quasi scontato che si possa realizzare una bella campagna, magari restando sul tradizionale, con un grosso investimento, e il gioco è fatto.
Innovare è oramai necessario, studiare strategie low budget di grande impatto è complesso, ma allo stesso tempo può portare a risultati dirompenti ed inaspettati. Siamo proiettati allo storytelling e all’UGC (User Generating Content), abbiamo in mano tutte le carte per essere vincenti.
Il rovescio della medaglia è comunque da considerare, il classico flop potrebbe essere alle porte. Ciò che ancora in Italia manca è la capacità di riconoscere l’eventuale fallimento come momento di crescita e non come mero spettro da chiudere nell’armadio.

Come le aziende seguono la tendenza dell’attenzione al singolo, al mercato one to one, ai social network per distinguersi nella comunicazione attuale?

L’attenzione dei comunicatori, oggi, è rivolta alle strategie di content marketing. Le aziende possono far vivere user experience di grande valore, coinvolgendo gli utenti e instaurando con loro un nuovo tipo di relazione.
Lo scopo principe è quello di attrarre, trattenere e stimolare il pubblico umanizzando la comunicazione. L’emozione è di fatto la chiave delle nuove strategie e grazie ai social media, piccole e grandi imprese, possono testare e veicolare contenuti in modo efficace.
La capacità di distinguersi attraverso i nuovi media è l’attrattiva dei CEO innovatori: coloro che hanno interiorizzato il nuovo modo di comunicare cercano, quindi, di far leva sui nuovi bisogni di appartenenza, individualità e autoaffermazione dei prosumer.

 

Potete trovare l’intervista sul sito Mediastars >>

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