Riscaldamento a pellet conviene: ma quanto esattamente?

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Uno degli argomenti vincenti che spinge le persone a passare dal riscaldamento tradizionale al riscaldamento a pellet conviene: ma quanto esattamente? a pellet, legno o metano è certamente il risparmio economico.

Ma esattamente, quanto conviene il riscaldamento a pellet?

Innanzi tutto ho scelto il riscaldamento a pellet, rispetto alla legna, perchè è a mio avviso più conveniente. Lo spazio che occupano per lo stoccaggio è simile, ma il pellet viene conservato in comodi ed ermetici sacchi da circa 10/15 kg ciascuno; inoltre a parità di combustione il pellet produce più calore della legna!

Riscaldamento a pellet conviene: ma quanto esattamente?

Agevolazioni per riscaldamento a pellet…

Nell’informarmi per voi sulle detrazioni ed agevolazioni fiscali ho scoperto MCZ, un’azienda di stufe e caminetti e l’intera gamma dei loro prodotti, sia a pellet che a legna, rientra nelle agevolazioni fiscali previste per il risparmio energetico e la ristrutturazione edilizia.

Dal 2013 è entrato in vigore il “Conto Energia Termico”, che consiste in un contributo in denaro per l’acquisto di stufe e caldaie a biomassa, che corrispondono ad un determinato requisito e che sono installate a sostituzione di tipologie di impianti di riscaldamento già esistenti. Quindi non si tratta di una detrazione fiscale ma di un incentivo erogato direttamente dal GSE al richiedente in due anni (per stufe, termocamini, o caldaie fino a 35 kW) o in cinque anni (per caldaie sopra i 35 kW).

Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, invece, acquistando una stufa o un camino con determinate caratteristiche “ecologiche” (rendimenti, emissioni, ecc.) si può ottenere una detrazione Irpef del 50% per ristrutturazione edilizia o addirittura del 65%, se l’intervento rientra in un più ampio progetto di riqualificazione energetica. La Legge di Stabilità 2016, annunciata solo qualche settimana fa, dovrebbe lasciare invariate queste agevolazioni anche per l’anno prossimo. Entrambe le misure sono “spalmate” in dieci anni. Per qualsiasi dubbio su quale sia la forma di incentivo più adatta a voi, basta chiedere ad un rivenditore specializzato!

Ma quale stufa scegliere alla fine?

Visto che vi interessa risparmiare e avete capito che potete farlo in modo semplice con una stufa o un caminetto a pellet, ho selezionato un paio di esempi pratici.

Ho scelto per voi Tube, una stufa a pellet in acciaio e ghisa da veri amanti della tecnologia. La sua particolarità sta tutta nella forma rotonda e all’assenza di bocchette frontali. Ovviamente rientra tra le stufe che hanno i requisiti per il Conto Termico, ma non solo: si può regolare dal proprio telefono o dispotivo tablet, tramite una app dedicata, disponibile per tutti i sistemi operativi iOs, Windows Phone e Android. Per una casa quasi domotica! Questa stufa è adattissima come parte integrante dell’arredamento, anche negli angoli grazie alla sua forma tubolare, e potete scegliere tra una bella palette di colori per personalizzarla con la nuance più adatta al vostro ambiente.

Un’altra stufa tecnologica e che vi permette di risparmiare è Thema, una stufa a pellet piccolina, dalla forma minimale, che si aggancia anche facilmente ad una canna fumaria pre-esistente. L’altezza ridotta permette di collocarla facilmente nell’ansa di un vecchio camino.

Riscaldamento a pellet conviene: ma quanto esattamente?

Entrambe queste stufe sono dotate di funzione No-Air, che permette di silenziare la stufa completamente, escludendo la ventilazione forzata e lasciando solo la convezione naturale. Inoltre nella versione COMFORT AIR® è possibile trasportare l’aria calda in ambienti diversi, anche solo con un click del telecomando.

Naturalmente non sono tutte, solo due tipologie diverse di comfort. Due validi esempi di riscaldamento a pellet e risparmiare senza rinunciare al design!

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