Jacopo Bracco è tobag: il designer torinese tra fortuna, istinto e talento

Jacopo Bracco è tobag: il designer torinese tra fortuna, istinto e talento

Jacopo è un architetto/designer torinese di 29 anni che da pochi mesi ha messo su un ristretto mercato un nuovo accessorio: si chiama tobag ed è un portatabacco ( ma anche portafogli, portaoggetti ecc.ecc.). Al momento la produzione è molto piccola ma ha avuto l’opportunità di utilizzare l’oggetto creato anche come mezzo di comunicazione artistica: a luglio con la why(te) isn’t art? alla fabbrica di Torino ( insieme a urbe rigenerazione urbana) e a dicembre con white studio e undesign ha presentato dei pezzi unici firmati jins, xel e nervo. Ma facciamogli qualche domanda per capire meglio il suo progetto!

Qual è stato il tuo percorso creativo?

“ Sembrerà strano ma a volte certe cose escono proprio per caso. Puoi stare ore ed ore a cercare di tirare fuori qualcosa che non esiste ma difficilmente ce la farai poiché basta fare un giro in rete e ti accorgi che ogni tua grandiosa idea qualcuno l’ha già avuta prima di te. La tobag è stata un mix di casi per i quali un giorno, dal nulla e forse anche con troppa fretta, ho deciso di recarmi alla camera di commercio, registrare il marchio e il modello tobag senza avere ancora un prototipo. Una scommessa senza fare troppe ricerche per vedere se esisteva già sul mercato un prodotto di questo tipo. A volte la superficialità e la leggerezza di certe azioni valgono di più di ore spese a stare davanti ad un motore di ricerca per avere la sicurezza di aver avuto un’idea geniale. Che poi sia geniale o no, sarà la gente a deciderlo! ”

Da quale esigenza personale o sociale è nato il tuo progetto?

“ Mi attacco alla domanda di prima. Il caso ha accompagnato la tobag. A Natale dell’anno scorso, dopo aver aperto i regali, mi è rimasta in mano una busta con la chiusura a cursore zip di plastica. Da subito ho iniziato ad usarla come portatabacco monotasca. Girando per Torino parecchie persone hanno iniziato a chiedermi dove l’avessi comprato: a quel punto la mia esigenza personale di fare un portatabacco “ alternativo” si era scontrata con una probabile esigenza sociale. Per questo nel giro di un mese ho disegnato un sito e il prototipo tobag. ”

Foto: to.lab

Come hai affrontato il sentiero che porta da idea a realizzazione fisica dell’oggetto? Sia emotivamente sia praticamente. 

“ Ho sempre avuto paura. Giuro. Prima di tutto perché ho dovuto raccimolare i soldi per fare una prima tiratura. In questo senso devo ringraziare 3 miei amici e la mia ragazza che hanno creduto fin da subito nell’idea e mi hanno aiutato a concretizzarla. La superficialità e leggerezza che avevo avuto nel registrare l’idea si è invece scontrata con una realtà più cruda: il prototipo. Ne ho fatti fare 5 o 6 prima di trovare il definitivo. In questo senso ho imparato molto, non c’è nulla da imparare sui libri, devi toccare tutto sulla tua pelle e sbagliare! Ci ho lavorato tanto per diversi mesi. Poi finalmente un sorriso sul mio viso, la prima piccola tiratura era arrivata e fin da subito ho avuto un buonissimo riscontro sul pubblico, alle persone piaceva un sacco! ”

Quali sensazioni comporta il vedere i tuoi pensieri (creazioni) in un negozio?

“ E’ un’emozione forte perché annulla tutta la fatica spesa per arrivare fin li. Perché ogni persona che guarda la tua creazione, che le piaccia o no, ha speso almeno qualche secondo a giudicarla. E soprattutto, per una volta, dopo una ricerca su google, non sarò io a dire: ma c’è già, che palle! “

Foto: Diego Bracco

Come vedi il tuo futuro artistico?

“ Il mio non lo vedo, ma in questa Torino che si sta muovendo tanto, sento del fermento artistico che può sicuramente accompagnare il mio lavoro e far emergere qualche giovane in più rispetto al passato. Già solo i progetti organizzati da urbe rigenerazione urbana hanno aiutato il mio prodotto a crescere e farsi contaminare al 100% dall’arte spontanea. Grazie proprio ad urbe la semplice tobag è diventato un piccolo laboratorio sperimentale sul quale artisti come jins, nervo, xel, halo halo, up e tanti altri hanno lasciato un segno rendendo in qualche modo l’arte tascabile. Grazie poi a Carlotta Petracci di White la tobag è stata inserita nel catalogo della Boutique Antagonista che si è tenuta al MIAOO museo e che è diventata sicuramente un’altra importante vetrina oltre ovviamente il to.lab design store che è al momento il mio unico rivenditore autorizzato. “

Hai già un altro o altri progetti in cantiere?

“ La tobag è il primo prodotto che esce sotto la JBLdesign e penso che si debba ancora lavorare molto per raggiungere i risultati che mi sono prefissato. Parallelamente ho aperto con Alberto Lessan uno studio di architettura, BLA!, nel quale però ci occupiamo principalmente di architettura. In mente ho tante cose che vorrei realizzare. Al momento sto iniziando a lavorare su un progetto di food packaging ma sicuramente non vedrà la luce prima del 2013. Ma ancora prima c’è una cosa che vorrei assolutamente fare: andare in vacanza! “

Ringrazio Jacopo per la sua spontaneità e vi lascio l’indirizzo web www.tobag.it per ulteriori info.

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