Week end a Roma: b&b, consigli, monumenti, ristoranti!

Week end a Roma: consigli, monumenti, ristoranti e b&b!
Vorrei raccontarvi del mio ultimo Week end a Roma: Roma, la città eterna, con una storia di duemila anni è testimone di qualsiasi epoca storica. Ero già stata in questa città meravigliosa ma tornarci è comunque un’emozione.
Sono partita con un’amica in treno, arrivate a Roma Termini non avevamo ancora bene in mente cosa fare, con un solo week end a disposizione è difficile scegliere cosa vedere o rivedere. Abbiamo deciso di fissare qualche punto cardinale e poi affidarci all’imprevedibilità di una grande città piena di cose da fare. Il giro turistico è stato stancante, intenso e colmo di favolosi edifici storici.

La visita più bella in assoluto è fatta di passeggiate. Girare per il centro con il naso all’insù, e guardarsi intorno rendendosi conto che in ogni direzione si guardi c’è storia. Ogni scorcio è unico ed ogni strada è stata percorsa da milioni di persone per migliaia di anni.

Pernottamento
Per la notte ci siamo affidate al sito Air Bnb, nel quale abbiamo individuato una stanza molto carina in un bel palazzo d’epoca non lontano dalla stazione. Il posto si chiama Guest Haus Praetorium, e ve lo consiglio. Ogni camera ha tutti i confort classici quali tv, aria condizionata, riscaldamento, connessione WiFi gratuita e carinissima l’idea del bollitore per il thè.

Il proprietario, Emiliano, è stato molto gentile fornendoci tutte le informazioni e i suggerimenti possibili per muoverci e mangiare al meglio. Il Rione Castro Pretorio (quartiere nel quale si trova il BnB) nonostante la strettissima vicinanza alla stazione, che come si sa è sempre un posto un po’ particolare, ha mantenuto comunque un’atmosfera tranquilla nella quale abbiamo passeggiato tranquillamente anche di sera.

Ristoranti
Ne abbiamo provati alcuni davvero ottimi da segnalare in particolare è Meid in Nepols. Vicinissimo tra l’altro al b&b, splendido locale, piatti sorprendenti! Il design interno mi è piaciuto e in particolare l’illuminazione e la disposizione dei tavoli. Noi eravamo in una saletta più piccola, sedute su alti sgabelli in totale privacy.

Abbiamo preso un antipasto di fritto misto, con verdure, mozzarelline, e altre delizie. Io un’insalata mista con taleggio davvero ottima e la mia collega di viaggio un tonno appena scottato da far davvero invidia. Non è economico chiaramente, ma i soldi spesi li vale tutti. Molto consigliato anche su trip advisor, tra l’altro ancdate a guardare le foto dei clienti soddisfatti e dei loro piatti…

Le mostre 
Se vi capita di trovarvi a Roma in questo periodo, vi consiglio di visitarle entrambe!

Anni ’70. Arte a Roma
La prima è un susseguirsi di opere pittoriche, fotografiche, video e installazioni.
Gli anni settanta del secolo scorso appaiono agli storici come una sorta di spartiacque: molti dei processi di cambiamento allora avviati, o che ebbero in quegli anni una notevole accelerazione, impegnano ora prepotentemente l’attualità ed è più che mai interessante indagarli e interrogarli.
Nelle arti visive, soprattutto a Roma, gli anni settanta si sono distinti per una pluralità di linguaggi e attitudini, pluralità che questa mostra vuole testimoniare bilanciando indagine storica e interpretazione.

National Geographic, 125 anni. La Grande Avventura
La mostra fotografica del National Geographic è incantevole!
Poter gettare ponti che scavalchino millenni, continenti, civiltà, raggiungere esseri umani che lingue, scritture, leggi, costumi, fedi diverse parrebbero dividere inesorabilmente da noi, e scoprire invece che ci sono similissimi – quasi dei fratelli – ecco un insigne piacere“. Fosco Maraini, scrittore, fotografo, viaggiatore-pellegrino, etnologo, descrive a pieno la mostra National Geographic. Se è vero che questa rivista ha offerto a milioni e milioni di persone l’occasione di scoprire il Mondo nella sua immensità, il contributo più grande riguarda scoprire in primo luogo le genti. Culture diverse così lontane eppure così vicine al nostro essere.

Cose da turisti
A Roma ci sono luoghi così famosi e conosciuti in ogni parte del mondo che quasi è inutile presentarli, ma lo farò comunque, magari con qualche curiosità in più!

Colosseo
Primo è il Colosseo, sul quale spenderò molte parole perché ne vale davvero la pena.
In principio Anfiteatro Flavio, il nome odierno è arrivato nel medioevo, perché fu costruito nei pressi della statua del “colosso” di Nerone che sorgeva lì a pochi metri.

Impossibile non riconoscerlo, è il vero e primo simbolo di Roma un pezzo immortale che domina i Fori Imperiali, vederlo è davvero incredibile, infatti nel 2007 è entrato a far parte delle 7 meraviglie del mondo, nonostante nei secoli sia stato “rosicchiato”. Non dai topi ovviamente!

Per circa cinque secoli il Colosseo fu teatro di spettacoli di gladiatori e animali. Poi nel VI secolo d. C. decisero di dimetterlo, o come diremmo oggi riciclarlo, questo ce la dice lunga sul fatto che non abbiamo fatto troppi passi avanti… I massi di cui era costituito furono prelevati e riutilizzati per altri edifici.

Una delle cifre più colossali? Solo per la parete esterna sono stati utilizzati più 100.000 metri cubi di travertino. E pensate che oltre 350 specie di piante sono cresciute tra le rovine, alcune esotiche, sembra che il microclima dell’anfiteatro gli piaccia.

Tra le pazzie conosciute, la più strana è sicuramente usare il Colosseo come una piscina! Tennero infatti delle rappresentazioni di battaglie navali in acqua, che però non ebbero gran successo, gli antichi romani preferirono le lotte tra gladiatori. Martin Crapper, docente di ingegneria civile ed ambientale all’Università di Edimburgo, studiò questo caso particolare e pare che l’acqua scorresse attraverso una serie di pozzi interni e tubazioni sotto le tribune. Per riempire l’arena ci volevano “solo” 7 ore.

E per finire parliamo di spese pazze! Il restauro della facciata del Colosseo che, ripulito dallo smog, tornerà al bianco splendente del travertino è in corso. Eseguiranno anche la sostituzione dei tubi innocenti con una cancellata all’interno dei fornici. Il costo stimato dell’operazione, è di 25 milioni di euro, grazie a Diego Della Valle. Lui stesso ha precisato che ”Non c’è nulla di commerciale, è un’operazione a forte carattere sociale”. Io gli credo, in fondo un italiano che tiene all’Italia e alla nostra cultura, ogni tanto fa bene al cuore.

Basilica di San Pietro
Passiamo alla Basilica di San Pietro, fulcro del mondo cristiano. Qui risiete il Papa, che ogni tanto faccia capolino dal balcone, forse per stendere i panni come un uomo comune (scherzo ovviamente), forse per parlare al mondo di pace.

Questo luogo è il punto di arrivo di milioni di fedeli ogni anno.  La sua cupola è la firma dello skyline romano, e il suo colonnato costituito da due grandi ali, abbraccia da secoli i pellegrini del mondo.
L’attuale basilica conclusa nel 1667, rimpiazzò quella ben più antica costruita dall’imperatore Costantino I sull’area del circo di Nerone, vicino alla necropoli dove San Pietro, fu sepolto.

Fontana di Trevi
Forse il monumento più visitato in assoluto in quel week end, sicuramente il più affollato dato lo spazio ristretto della piazza. Il rumore dell’acqua precede la meraviglia di trovarsela davanti. Classica icona della Dolce Vita, ogni turista affida alle sue acque e alla sorte una monetina, lanciandola dietro le spalle.

Piazza Navona
Al centro si specchiano la fontana del Bernini e la chiesa di Sant’Agnese di Borromini.
Giusto per stare allegri anche in periodo di crisi, sappiate che gli sprechi arrivano da lontano… la Fontana dei Fiumi costò alle casse papali talmente tanto che il Papa Innocenzo X applicò una tassa sul pane, con l’inevitabile protesta dei romani.
Questo spreco di denaro per lo meno ci lascia oggi un gran pezzo di cultura!

Vittoriano
In ultimo il Vittoriano, imponente monumento per Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Iniziati i lavori nel 1885 e terminati nel 1911 durante l’Esposizione Internazionale organizzata per celebrare i 50 anni dell’unità d’Italia. Nel 1927 vennero collocate in cima le quadrighe, che simboleggiano l’Unità e la Libertà.
Con l’aggiunta di queste opere parliamo di 81 metri d’altezza, un’opera giunonica, rispetto all’antistante Piazza Venezia. Vedersela davanti fa sentire molto molto piccoli!

Per tutto il resto vi lascio la mia memoria fotografica. Il mio album di Flickr!

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