Biennale di Architettura a Venezia: i Giardini

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L’altro giorno vi ho parlato della meravigliosa visita all’arsenale di Venezia… ma mancava all’appello la parte dei Giardini, come ben sapete (#sapevatelo). Sono la parte più estetica della Biennale, un susseguirsi di pillole di architettura, che girano attorno al Padiglione Centrale, imponente struttura che personalmente trovo labirintica.

Il padiglione è senza dubbio la mia parte preferita di questa Biennale. Il tema Elements of Architecture (elementi di architettura) è stato eseguito alla perfezione.

Dopo uno spazio di apertura dedicato a tutti i manuali e gli scritti sull’architettura che si sono tramandati fino ad oggi, le sale sono suddivise per argomenti e sono anche interattive! Vedere, toccare con mano, leggere le informazioni tecniche e anche le normative che accompagnano determinate soluzioni architettoniche trovo sia espressione massima della ricerca moderna in questo campo.

Gli “elementi” sono sviscerati sotto tutti gli aspetti, da quello storico, a quello tecnologico, a quello produttivo ed sono accompagnati da brani tratti proprio dalla raccolta “Elements of Architecture”, disponibile nello store della Biennale sotto forma di 15 piccoli bigini.

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Per quanto riguarda i singoli padiglioni ognuno di essi ha cercato di esacerbare un concetto specifico, vediamoli nel dettaglio!

Il padiglione dei paesi nordici, del 1962 di Sverre Fehn,  ha sorpreso tutti con i suoi specchi deformanti

Il padiglione spagnolo ci fa vivere dentro le architetture…stampate sui muri!

il padiglione Belga punta sul look minimal e arreda uno spazio domestico total white

Il padiglione olandese [sinistra]  ci racconta gli sviluppi urbani mentre quello belga punta sul look minimal e arreda uno spazio domestico total white

Il padiglione inglese ci regala una full immersion in uno studio del passato con rivisitazioni sulle maquette

Il padiglione inglese ci regala una full immersion in uno studio del passato con rivisitazioni sulle maquette

Il padiglione greco [sinistra] ci incanta come sempre con paesaggi tipici, forse un po’ kitsch, mentre la Russia [destra] ricre nel padiglione un percorso fieristico

Il giappone ci bombarda di immagini e oggetti del mondo “occidentalizzato”

Nella Romania ci siamo divertiti a guardare le mappe stampate sui muri giganti

L’Austria propone muri total white a cui sono incollati modellini dei parlamenti di tutto il mondo!

Infine Libeskind ci propone un tunnel di luci e arte per il padiglione di Venezia

La nostra visita finisce qui…ma invito voi a mandarci le vostre impressioni, foto e critiche al nostro indirizzo mail oppure con un commento qua sotto!

 Tutte le immagini di questo post sono di Gianluca Ardiani.

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