Biennale di Venezia 2016: spazio all’architettura etica

BIENNALE DI VENEZIA 2016, SPAZIO ALL'ARCHITETTURA SOCIALE

Sono stata alla Biennale di Venezia per la presentazione della 15.Mostra Internazionale di Architettura, due giornate intense tra inaugurazioni e conferenze in cui mi sono fatta una panoramica generale sul tema di quest’anno e sulle esposizioni, comprese alcune del fuori biennale.

La Biennale di Venezia 2016 dedicata all’architettura è l’edizione della ‘signora sulla scala’: l’archeologa tedesca Maria Reiche scruta l’orizzonte da un punto di vista diverso se non migliore che non con i piedi per terra, conquistando un suo ‘expanded eye’. L’immagine non è stata scelta a caso e rappresenta il bisogno, ed un invito, di guardare le cose anche da altri punti di vista, per poi trarre le osservazioni migliori.

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E’ proprio questo lo spirito con cui va visitata la biennale: cambiare punto di vista e voler saperne di più, in questo periodo storico in cui tutto viene messo in discussione.
REPORTING FROM THE FRONT il titolo della mostra scelto dal curatore di questa quindicesima edizione Alejandro Aravena, architetto Cileno vincitore del premio  Pritzker nel 2016.

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Alejandro Aravena in visita al padiglione centrale dei giardini con le autorità.

Tema centrale di questa biennale sono gli orizzonti intesi anche come confini: confini fisici, geografici e mentali. Confini da superare ripensando ad un’architettura sociale, ricollegandosi all’architettura come la più politica delle arti, impegnata e che vuole servire alla società. Un’architettura etica che si distacca dai lavori autocelebrativi degli archistar.

I numeri della Biennale di Venezia 2016
La Mostra REPORTING FROM THE FRONT vede coinvolti 88 partecipanti provenienti da 37 paesi. Di questi 50 sono presenti per la prima volta e 33 sono architetti under 40.

Ogni stato partecipante, rappresentato dai suoi architetti, trasmette un proprio punto di vista sul tema dell’orizzonte, come avvistamento e meta da raggiungere, dal punto di vista di risposte architettoniche e urbanistiche: le varie proposte comprendono soluzioni formali e di ricerca che spaziano dal riuso e riciclo, all’uso di risorse naturali, fino alle nuove tecnologie.

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Facciamo un giro veloce in alcuni padiglioni dei giardini della biennale di Venezia

Padiglione centrale

” ARCHITETTURA È  occuparsi di dare forma ai luoghi in cui viviamo…non è più complicato, né più semplice di così…”

Un viaggio tra culture e paesi attraverso l’architettura di chi si è aperto nuovi orizzonti. La mostra tratta il tema dell’architettura come luogo da vivere ma anche luogo da condividere, un’architettura sempre alla ricerca di nuove soluzioni a proposte che vengono generate ogni giorno: unire creatività con buonsenso e rispetto.

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Spagna (Leone D’Oro)

Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Spagna per l’attenta selezione di architetti emergenti il cui lavoro dimostra come l’impegno e la creatività possano superare i limiti materiali e di contesto. Unfinished il tema dell’esposizione spagnola in cui emerge la volontà di un’architettura come risposta sociale e politica. I progetti selezionati presentano delle risposte al boom edilizio post crisi che ha interessato la Spagna.

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Olanda

L’accoglienza dell’Olanda è un padiglione sui toni del blu che ricrea un’atmosfera marina con tanto di sabbia. La Blue Gallery  con una raccolta di lavori di architetti, artisti, giornalisti, militari e scrittori mette in luce le missioni di pace in Africa, l’approccio olandese alle condizioni locali di vita.

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Gran Bretagna

Un viaggio riflessivo sull’utilizzo della casa, quella da passarci una vita e quella per poche ore. Riflessioni sulla soglia, inevitabile punto di separazione tra la casa ed il mondo esterno. Le esigenze che si richiedono per una casa condizionano il pensiero di progettazione e tutto parte dal chiedersi: quanto usiamo la casa? A cosa mi serve la casa?

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Germania

Un padiglione dedicato al tema delle ‘città di arrivo’ collegate al fenomeno dell’immigrazione. Progetti di social housing, idee di miglioramento ed un’analisi sulla città come rifugio. Un grande lavori di ricerca sociale collegato al fenomeno di immigrazione nelle città della Germania.

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Belgio

Bravoure è il nome della mostra che fa un appello per considerare la semplicità del fare come il fare dell’architettura. Chiama in gioco le abilità artigiane, il saper fare architettura intesa come l’arte di pensare attraverso il fare.

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Reporting from the Front alla biennale di Venezia ha messo in discussione tantissimi punti tabù nel panorama dell’architettura, in primis la necessità di dare una risposta architettonica d’accoglienza che vada a soddisfare le esigenze di tutti. Un’architettura etica che unisca e non divida, fatta con attenzione verso il prossimo e verso il mondo.

Volete sapere cosa c’è all’arsenale e come si sono presentati i paesi nordici? Aspettate i prossimi post 😉

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