Fare l’architetto (alla fine) è uno stile di vita

Fare l'architetto (alla fine) è uno stile di vita

Fare l’Architetto per molti non è solo un lavoro, è una passione che arriva ad influenzare la vita quotidiana. Passione che si riversa nel desiderio di trasmettere bellezza ed armonia attraverso i propri progetti, creare dialoghi con le forme.

Quella dell’architetto è una professione al confine tra arte e tecnica, servono entrambe le conoscenze, attitudine alla creatività abbinata al così detto know-how.
La maggior parte degli architetti ha fatto della loro passione uno stile di vita, in cui ogni gesto quotidiano influenza ed è a sua volta influenzato dal genio creativo che non dorme mai.
Come il caso di Annamaria Scevola, donna architetto ormai affermata che si occupa di tutto quello che il termine progettazione può comprendere, dai restauri alle nuove costruzioni, dagli interni ai singoli oggetti d’arredo.
Il nome dell’Architetto Annamaria Scevola si lega a quello dello studio CLS Achitetti, fondato con Giovanna Cornelio e Massimiliano Locatelli nel 1993 a cui si unisce Davide Agrati nel 2005.

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Una donna dalle molte risorse e dalla forte vena creativa, appassionata delle forme del passato ma consapevole dei tempi che cambiano e da questo un’abile interpretazione dell’architettura in chiave moderna. La sede dello studio CLS Architetti di Milano è esempio ben visibile della filosofia dello studio e del lavoro di Annamaria Scevola: una chiesa cinquecentesca sconsacrata, San Paolo Converso, nel centro storico di Milano. Una struttura barocca, riccamente decorata, ospita ora al suo interno una struttura moderna e lineare in ferro e vetro, segno di rottura con un passato in cui predominava l’uso della pietra come materiale costruttivo. I nuovi ambienti moderni si inseriscono perfettamente in mezzo ai tanti decori e affreschi senza appesantire lo spazio, le zone di lavoro non escludono quello che hanno intorno ma lo accolgono all’interno dei parallelepipedi vetrati e ci dialogano.

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Rendere funzionali gli spazi senza perdere la propria connotazione potentemente modernista è uno dei tratti tipici del lavoro di Annamaria Scevola, così come degli altri architetti all’opera presso  lo studio CLS Architetti. Un’attività fortemente legata alle esigenze dei clienti: fare l’architetto ascoltando le richieste del cliente è il primo fondamentale passo all’inizio di ogni gesto progettuale, fa sì della buona uscita del lavoro finale. Con una formazione modernista e funzionalista alle spalle, Annamaria Scevola disegna e progetta spazi in cui ogni elemento architettonico è in equilibrio con lo spazio che lo circonda. Questa attenzione l’ha portata ad essere scelta, insieme allo studio CLS Architetti, come progettista da molte case di moda, sia a Milano che nel mondo: Zara, gruppo Marella, Micheal Kors e Mimisol, per citarne alcuni.  La ricerca estetica ed il funzionalismo organico, tratti distintivi dei lavori di Annamaria Scevola, si vedono esaltati nelle produzioni di arredi d’interni, che sono vere e proprie opere di design dove gusto estetico e funzionalità sono uno conseguenza dell’altro.

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Forme che richiamano quelle della natura sono ben identificabili nel tavolo Atollo: un insieme di piani incastrabili a seconda delle necessità, che declinano dolcemente verso il basso come le coste
che degradano verso il mare. Sempre la natura come fonte di ispirazione abbinata alla tecnica della stampa 3D per realizzare riproduzioni di tronchi, lo sgabello Urmia, o di rocce che diventano parte dell’arredamento e della quotidianità dell’uomo.

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Un’architetto (apostrofato perché si tratta di una donna) a tutto tondo Annamaria Scevola, che già altri hanno definito tutta ‘casa e chiesa‘ (vi ricordate dove ha lo studio?!)
Fare l’architetto per Annamaria Scevola vuol dire anche trasmettere agli altri le proprie conoscenze ed i propri progetti, è autrice di molti libri dedicati al design ed all’architettura in generale che possono sicuramente aiutare chi vuole avvicinarsi a questo mestiere e fornire spunti di design.

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