Exxopolis: architettura, colore ed inusuali percezioni

Exxopolis: architettura, colore ed inusuali percezioni
Exxopolis è un progetto parte di una mostra itinerante, che viaggia in tutto il mondo e che attualmente si trova a Shreveport, in Lousiana. I visitatori entrano all’interno di Exxopolis per trovare un labirinto serpeggiante di camere multicolori e per riscoprire le percezioni visuali perdute.

Il progetto è stato ideato più di 20 anni fa dallo studio Architects of Air, composto da cinque architetti inglesi che trovano sede a Nottingham, all’interno di un vecchio laboratorio tessile. Il gruppo di architetti si è focalizzato sulla ricerca della percezione visiva dei colori e della luce nell’architettura. Attraverso le loro opere, spesso provocatorie ed esclusivamente concettuali, cercano di riscoprire il senso di sorpresa visiva e di eccitazione che le persone possono provare in presenza di un paesaggio antropizzato sotto il profilo dei colori luminosi.

Sono state realizzate molte sperimentazioni e le loro particolari strutture hanno viaggiato per tutto il mondo: circa 500 mostre in 38 diversi Paesi a partire dal 1992, data in cui è nato Eggopolis, il primo “luminarium”, una parola di origine latina la cui radice rimanda al significato di “luce” in tutte le sue declinazioni. Gli architetti infatti definiscono queste loro sperimentazioni come luminaria, ossia “una scultura che le persone attraversano e vivono per sperimentare un senso di meraviglia per la bellezza della luce e del colore”.

exxopolis

Eggopolis è una struttura gonfiabile che ricorda delle uova per le sue forme ovoidali, nata a Nottingham con l’aiuto di alcuni volontari e dei lavoratori del Community Service della città. Nel 2012 per celebrare il 20° anniversario gli Architects of Air hanno deciso di realizzare Exxopolis, un omaggio alle loro origini. Il nome è stato scelto per onorare Eggopolis, sostituendo le doppie “GG” con “XX” per celebrare il ventesimo anniversario: xx è 20 in numeri romani.

Esattamente come accaduto per Eggopolis, anche Exxopolis è stato realizzato con l’aiuto di volontari e delle comunità locali. I diversi elementi di design che caratterizzano in vari modi la cupola principale sono il risultato della volontà di realizzare un elemento simbolico centrale che racchiuda i differenti settori della comunità, chiamato “Cupola”, sempre per omaggiare la lingua latina in quanto archetipo architettonico per eccellenza. Lo stile principale da cui prende spunto la “Cupola” è lo spazio centrale della Chapter House nel ministero di Southwell, nei pressi di Nottingham. Questa architettura interpreta lo stile gotico anglosassone e diventa, in questo caso, un simbolo di riferimento classico per una sperimentazione del tutto moderna.

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La Cupola presenta una forte accentuazione dello spazio verticale, con finestre in Perpendicular Style, espressione che caratterizza il periodo tardo-gotico anglosassone. Ciascuna di queste finestre è stata prodotta da un gruppo di volontari diverso, il cui unico vincolo comune è il materiale: piccoli pezzettini di plastica colorata realizzati con lo scopo di assomigliare ad una vetrata colorata. Quest’ultima idea trae ispirazione dalle texture delle piastrelle islamiche ed è basata sulla tecnica di tassellatura di Penrose: uno schema di figure geometriche basate sulla sezione aurea. La struttura occupa mezzo campo da calcio e si eleva per un’altezza di tre piani circa.

L’intero progetto è stato completato in 6 mesi con la partecipazione di 55 persone per la sua realizzazione. Ha usato 3200 mq di plastica, suddivisi in 9000 pezzi, che uniti formano una striscia di 6 km.Per vedere altre foto della mostra e seguirla intorno al mondo vi consiglio di guardare su instagram, cercando con l’hashtag #Exxopolis!

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