Animal house al fuorisalone 2015

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Come sapete sono una grande amante degli animali, se non lo sapevate correte a leggere questo vecchio post, dove vi parlavo di gatto design! Una volta che avrete rimediato e saprete tutto di tiragraffi siete pronti per vedere le novità che ci ha proposto il fuorisalone 2015 per quanto riguarda i nostri cani e gatti: perchè anche loro hanno diritto ad un po’ di sano design!

A Ventura Lambrate mi sono imbattuta nell’esposizione The animal party di Head, l’acronimo della Haute école d’art et de design di Ginevra. I pezzi esposti erano frutto di un progetto portato avanti da un gruppo di studenti, che si sono cimentati appunto nell’esplorazione del design per animali domestici.

Tra i progetti esposti alcuni hanno catturato la mia attenzione per la loro particolarità ed eccentricità. Un breve video racchiude l’atmosfera dell’hangar durante il fuorisalone.

In ingresso si era catturati da un pannello in cui venivano illustrati piccoli video sulla vita degli animali domestici e le loro routine e necessità, una specie di riferimento per capire come servire al meglio questi speciali clienti. Al centro della stanza un espositore circolare su cui si notano appunto tra gli altri “Souris Palace“, di Gaspar Reverdin. Si tratta di una casa trasportabile per gerbilli, dei piccoli roditori domestici. La casetta è pensata come smontabile e assemblabile in parti separate, secondo il principio delle case per le bambole russe.

Un altro progetto che ha catturato la mia attenzione è sicuramente “Her name is Jewel” di Roland Kawczynski-Pillonel. Pensata appositamente per gli shpynx, una razza di gatto di origine egiziana e totalmente priva di pelo, si tratta di un elegante cappottino in pelo di coniglio, collarino pieno di perle e varie cascatelle di perle in vari colori quà e là. Affianco si nota la cascata di perle di “Pearls are forever“, realizzato da Sandra Plisson, sempre in tema eleganza. Si tratta di un collare-collana, da indossare per tenere a sè il proprio chihuahua e portarlo a fare shopping assieme!

Mi è piaciuto anche “Edos“, realizzato da Jennifer Berger, una studentessa del terzo anno che si occupa di design del gioiello. Si tratta di una pettorina in pelle, con borchiette e ganci in ottone dorato e un guinzaglio in seta intrecciata. La pettorina è pensata per i dobermann, proprio perchè cerca di rievocare la nobile maestosità di questi cani. La pettorina stessa svolge la sua funzione aiutata dalle eleganti borchie, che ne sottolineano la forza.

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Edos, di Jennifer Berger

Poi veniamo alla cuccia “Doggy bag’s sket” una cuccia che si trasforma rapidamente in una borsa per portare in giro il proprio cane, il tutto durante il sonnellino pomeridiano giornaliero!

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Doggy bag’s sket di Malou Siegfried e Gabriella Montenejo

E infine anche questo giubbotto in neoprene intitolato appunto “This is not a dog leash” (questo non è un guinzaglio per cani). Ideato e realizzato da Julien Baiamonte, studente del master in Spazi e comunicazione. Julien ha pensato ad un capo di abbigliamento per tutti i giorni, che però possa anche servire per una “ronda” con dei cani da guardia. Inutile dire che il suo modello sono le guardie giurate. Ottima idea e originale.

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This is not a dog leash di Julien Baiamonte

Passiamo invece ad un altro hangar di via Ventura: la zona di Crowdyhouse, la piattaforma online dedicata agli acquisti direttamente da chi crea! E Vincent Bos Ontwerpen ha realizzato, interamente a mano, questo “Wall elements“, una casetta per uccelli componibile in legno di quercia e ceramica, pensata per (ri)portare la natura nello spazio urbano.

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Cambiando via e andando nella traversa ci siamo imbattuti in un’esposizione di Clap Pet, un brand milanese che fa servizio porta a porta di cibo e accessori per i nostri animali domestici.

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Proprio accanto c’era questo gigantesco tiragraffi/albero pronto pronto per i nostri gattoni! Avere la possibilità di ospitare nella nostra casa una struttura in vero legno è sicuramente meglio che utilizzare un surrogato, anche se quelli di design si prestano meglio ad un ambiente domestico. Mi piace molto la scritta “work in progress”, perchè così deve essere: un continuo aggiustamento e una modifica all’ambiente, per non annoiare mai i nostri gatti!

Ed ora andiamo direttamente in università statale, dove anche quest’anno esponeva Ruan Hao. Lo scorso anno ha portato il CATable 1.0, mentre quest’anno era esposto CATable 2.0. La nuova versione non è più un vero e proprio tavolo, ma una struttura composta da 4 cubi modulati allo stesso modo e incastrati tra loro. Ognuno di essi ha una particolare andatura interna, che lo differenzia e permette al gatto di muoversi al suo interno. La parte più bella? Si può comporre a proprio piacere!

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Sulla sinistra i moduli cubici di CATable 2.0, mentre sulla destra CATable 1.0

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Gli interni di CATable 1.0


[immagine di copertina thanks to Rosi&Rufus]

 

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