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Lifestyle

Salone 2015: ma vale la pena farci un salto?

Il Salone 2015 è iniziato. Oggi ci sono andata, nel mezzo del delirio di Rho Fiera. In molti e molte mi avete scritto, chiedendomi “ma tu che sei lì, vale la pena farci un salto?”

La mia risposta è certo che sì!

Anche se la mia visita è ancora da terminare, quello che ho visto mi ha decisamente convinta. Oltre a brand che conosco e che è un piacere sempre ritrovare e riscoprire con le novità, ho anche delle vere e proprie novità mai presentate sul blog fino ad ora!

1 Roche-bobois

Ci ho fatto un salto veloce, avrei voluto fermarmi più tempo: mi è piaciuta con le sue linee semplici, i colori pastello e l’allestimento che mescolava colori rosati a giocattoli di supereroi: perchè il design va oltre agli stereotipi di genere!

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Poliform

Lo stand di Poliform era più classico ed esprimeva quel rigore misto ad eleganza tipico di questo brand. Pienamente in linea con il trend di quest’anno i tavoli con il ripiano in marmo, declinati in varie forme e misure.

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Inoltre un altro pezzo degno di nota è la sedia Mad King, dal design di Marcel Wanders, dotata di grande presenza scenica e personalità.

3 Zanette

Da Zanette, lo ammetto, mi sono lasciata trasportare dai mobili. Non vi mostrerò le foto in cui sono spaparanzata tranquillamente sulle loro nuove collezioni, ma vi assicuro che erano molto comode!

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4 Flou

Da Flou ho avuto la possibilità di girare per l’allestimento liberamente e di divertirmi a testare i letti. Sembra che io sia passata da un divano all’altro, ma non è così e queste pause me le sono prese molto volentieri!

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Inoltre ho incontrato anche Emanuela Garbin, designer creatrice di Olivier, un pezzo di design che nel 2015 è diventato un sofà componibile. Nato nel 2014 come letto, caratterizzato da morbidezza, qualità e attenzione al dettaglio, Emanuela Garbin e Mario dell’Orto hanno pensato di espandere la collezione.

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Partiamo dalle basi. Di design si parla e si sparla: che evoluzione ha avvertito in tutti questi anni di carriera?

“Negli ultimi anni il design si è caratterizzato in modo particolare: prima ci si poteva permettere di fare design nel senso stretto, sperimentazione, mentre negli ultimi anni la recessione economica che ha colpito l’occidente e in particolare l’Europa ha frenato molto queste possibilità. Si notano molte proposte di forme e materiali e layout che sembrano “borghesi”, che ricordino un rifugio. In tempi così diventiamo tutti più attenti. Quest’anno invece si respira un’aria più leggera e torniamo a riprenderci.”

Come quindi questa evoluzione ha influenzato la crescita e lo sviluppo del concept Olivier?

“Abbiamo pensato di recuperare alcuni tratti del design nei dettagli, di tradurre questa cosa, a partire dai materiali. Il rivestimento del letto Olivier è tutto in nabuk intrecciato a mano, coinvolge la manualità, una sorta di ritorno alla materia. Anche nel fare i provini, durante lo studio del prodotto ci ha fortemente influenzati. Abbiamo anche cercato di sperimentare e portare il comfort dei letti nelle sedute dei divani. La struttura del divano Olivier è la stessa di un letto, non in piuma e senza molle, in modo che non si sformi e che sia sempre come nuovo.”

Ikea e altri brand internazionali hanno recentemente proposto l’integrazione della ricarica wireless in alcuni dei loro prodotti, avete in programma qualcosa di simile?

“Olivier è pensato come componibile in modo da avere sempre a portata di mano un ripiano dove appoggiare il cellulare o un dispositivo mobile, ma anche per una tazza di tè. Alcuni designer hanno integrato nei braccioli questo sistema di ricarica, ma noi abbiamo scelto di non farlo, perchè ci sta che una persona, ogni tanto, si conceda una pausa da tutto questo mondo online.”

Qualche giorno fa ho sentito la frase, da parte di un noto designer, “il design è donna, la creatività è femminile”. Cosa ne pensa? Ha incontrato stereotipi di genere durante la sua carriera?

“Non ho mai avvertito differenze. Nel processo di design vero e proprio posso dire di aver riscontrato una differenza di approccio tra un designer uomo e una designer donna. Per molto tempo il design ha avuto un impatto maschile sulle forme e i materiali e soprattutto sul matching: io non temo le contaminazioni tra materiali, anzi le ricerco; ho notato invece che i miei colleghi maschi avevano un approccio più rigido. Comunque sono una donna dal carattere determinato, se anche ho incontrato sessismo me ne sono fregata e do un consiglio a tutte: fregatevene

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5 Coco-Mat

Coco-Mat è un brand che non avevo mai sentito prima…ma i colori dello stand e quei letti meravigliosi mi hanno catturata! Ancora letti? Ebbene sì, ma questa volta del tutto naturali. Lo strato del materasso infatti è una sovrapposizione di diverse parti costituite da fibra di cocco, crini di cavallo e gomma naturale!

Provare per credere! La loro sede è in Grecia…quindi che altro aggiungere? Ah sì! Aspettiamo di fare un tour nell’azienda!

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6 Swarovski

Questo stand è un must per me. Non potevo non essere risucchiata dalle mille sfaccettature dei vetri e dal luccichio! We love blings blings! Inutile dire che le creazioni per i grandi alberghi sono spettacolari. Questo soffitto c’è anche al Rockfeller Center, nel caso ci facciate un salto tra poco, ricordatevi di controllare!

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Dopo aver lasciato queste onde marine che costituivano l’ingresso, ho cercato di concentrarmi verso elementi di luce più adatti ad un ambiente residenziale. Non so se ci sono riuscita, in ogni caso queste bolle in vetro di murano e decorate con elementi Swarovski hanno lasciato il segno nel mio cuore. Assieme a questa splendida lampada nera, che vedo perfettamente in un mix di stili tra classico e moderno!

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Vi è piaciuto? Il giro continua nei prossimi giorni…tenetevi aggiornati sui nostri social network oppure aspettate i prossimi post! Ce ne sono molti in arrivo!

Violetta Breda

Dopo gli studi classici si laurea in Architettura delle Costruzioni presso il Politecnico di Milano e poi si trasferisce a Venezia per proseguire la sua formazione, nell’ambito conservativo, presso lo IUAV. Le piace scrivere e fare fotografie, perciò si è ritrovata qui, ad esprimere la sua grande passione, il filo conduttore della sua vita: l’architettura, il design.

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